IL SENNO IN UNA SCARPA
Or conterò del dì che sopra un monte,
Mentre mi passeggiavo dopo cena,
Femmina scorsi con un ampio seno

che in volo si librava s'una scarpa:
Di certo penserete il fosse un sogno,
O imagine inventata ai fin dell'arte.
Io son Poeta e vivo solo d'Arte,
E pur anch'io direi: financo il monte
Quei s'inventò, et anco che suo sogno
E'l verseggiar per guadagnar la cena,
Non rappellando che sopra una scarpa
Donna non libra sol pel tanto seno.
Ma'l vero vo narrar, e'l vasto seno,

Che Iddio volle scolpir con somma arte,
Danzava ai movimenti della scarpa,
Et io che l'ammiravo su quel monte
In pochi istanti digerii la cena
E pizzicommi che non fosse un sogno.
Vè, sospirai, se pure fosse un sogno
Sempre vorria sognar cotanto seno.
Indi, rivolto a lei, dissi che a cena
I' l'attendeva il dì seguente, e ad arte
La presi a corteggiar, fin ch'oltre il monte
Quella disparve in groppa alla sua scarpa.
Meglio saria se ai lacci della scarpa
Mi fossi appeso, ahimé, or solo in sogno
Potrò goder quel volteggiar sul monte,
Quel gaio sorvolar, quel far del seno.
Poi feci un voto: rinuciare all'Arte

Se l'indoman fosse venuta a cena.
Col core in petto preparai la cena,
Sperando che atterasse con la scarpa,
Deciso a rinunciar ai versi e all'Arte
Purché si realizzasse il folle sogno
D'averla accanto, e rimirarle il seno
Sbandare mollemente a valle e a monte.
Scrivere d'arte una sestina è 'l sogno
Ch'io sorvolando dopo cena il monte
In sulla scarpa feci, e stretto al seno.
di mio c'e solo i titolo, fu scritta da un mio vecchio amico all''età di anni 18
ora la pubblico a sua totale insaputa così dopo gli mando i commenti per natale.