giovedì, 19 giugno 2008

occhio per occhio dente perdente

e così  che il mondo è dei vincenti,

perchè non avevano niente da perdere

però alla fine vinceranno i perdenti,

perchè non c'era niente da vincere

 

oggi mi sono svegliato così, poi ci metterò una musichetta che  sarete + contenti

postato da: unovalelaltro alle ore giugno 19, 2008 08:39 | Permalink | commenti (5)
categoria:filastrocche, ritornelli
venerdì, 07 marzo 2008

 

 je cherchais ...

 dans la page blanche

 trois pommes          

            et une orange

postato da: unovalelaltro alle ore marzo 07, 2008 17:52 | Permalink | commenti (3)
categoria:filastrocche
sabato, 01 marzo 2008

 

San. Remo 2°

Ieri sono tornato verso il Nord da un Sud che è veramente un altro mondo, a Fiumicino mi hanno perso la valigia, come all'andata, ma  ho incontrato Gino Paoli ha viaggiato con me nella poltrona affianco al di là del corridoio

avrei voluto fargli capire che l'avevo riconosciuto stava con un cappellaccio schiacciato fino agli occhi, proprio per non farsi riconscere o per riparare la pelata  e aveva una faccia triste, un po' come nella foto che mi sa che è la prima in google e anche la più recente, ho fatto un po' di fatica a ricordarmi il nome che sono un po' rincoglionito, prima mi veniva solo Bruno Lauzi ma sapevo benissimo che non era lui,  genovese si, si, ma non lauzi che poi è pure morto porello, dicevo si chiama paolo...paolo...paolo , ma no .. non paolo, gino....Gino Paoli.

Liberatomi da questa breve ossessione,  ho ipotizzato un paio di battute per attaccar bottone ma dopo poco c'ho proprio rinunciato..non sono nemmeno riuscito a dirgli che certe sue canzoni sono le più belle del panorama italiano, che chissà quante volte gliel'avranno detto

vabbè tutto sto preambolo per annunciare la canzone che l'anno scorso ho messo come testo e che ora sedutoinpiedi mi ha gentilmente musicato Lui "seduto" mi ha cambiato il titolo per sottolineare forse la rima più azzeccata,

 siccome ascoltate tante canzonette una più una meno ...

 

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

la CAROTA

Io sto diventando matto

matto come un gatto

io sto diventando scemo

e mi butto sotto un treno

io sto diventando idiota

proprio come una carota

io sto diventando vecchio

e non solo nel mio specchio

 

specchio specchio che stai in bagno

io ti guardo e poi mi lagno

specchio specchio di casa mia

fammi trovare la retta via

specchio specchio delle mie brame

toglimi tutte queste squame

specchio specchio specchio ovale

non farmi più del male

 

io sto diventando un altro

e non sono più bugiardo

io sto diventando buono

e non sai più chi sono

io sto diventando adulto

e mi viene anche un singulto

io sto diventando bianco

e di vivere son stanco

 

stanco stanco delle mie note

come una quercia che non si squote

stanco stanco della mia voce

come di un incubo il più atroce

stanco stanco dei miei pensieri

che invece di esser bianchi sono neri

stanco stanco della mia vita

che da nitida si è sbiadita

che appena cominciata è già finita

che nel nulla è svanita

 

postato da: unovalelaltro alle ore marzo 01, 2008 14:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:filastrocche, ritornelli
venerdì, 11 gennaio 2008

se lo sa zazzà

Carlo Mazza e Rosa Pezza
si sposarono. – Però
il connubio fu infelice,
un inferno diventò.
Lui diceva: Pe’ ‘sta Pezza
Ho perduto ogni sollazzo.
Lei diceva: Questo Mazza
Che fastidio che mi dà.
Fu così che Rosa Pezza
un bel giorno s’invaghì
d’un amico, un certo Pizzo,
e con lui se ne fuggì

Pezza e Pizzo senza Mazza
se ne andarono a Milazzo
Ojli – Ojlà
Ojli – Ojlà.
Il tradito Carlo Mazza
sono io. Eh! Eh! Eh! Eh!
Eccomi quà. f
Ah! s’incoccio a Rosa Pezza
a Milazzo, ‘nzieme a Pizzo...
v’assicuro faccio ‘o pazzo,
faccio ‘o pazzo... v’’o dich’i...
Poi vedrete se lo fo,
se lo fo – se lo fo.
Poi vedrete se lo fo,
se lo fo – se lo fo.

Dopo un mese di carezze,
Rosa Pezza cosa fa?
Lascia Pizzo e con ebrezza
ad un altro il cuore dà.
Questo tale, un certo Cozzi,
possidente di Terlizzi,
s’invaghisce come un pazzo
e la porta via con sé.
E così mentre la Pezza
con un altro se ne va...
lascia Pizzo che singhiozza
per la cruda infedeltà.

Pezza e Cozzi senza Pizzo
se ne andarono ad Arezzo
Ojli – Ojlà
Ojli – Ojlà.
Il tradito Carlo Mazza
sono io. Eh! Eh! Eh! Eh!
Eccomi quà.
Ah! s’incoccio a Rosa Pezza
ad Arezzo, ‘nzieme a Cozzi,
v’assicuro faccio ‘o pazzo,
faccio ‘o pazzo... v’’o dich’i...
Poi vedrete se lo fo,
se lo fo – se lo fo.
Poi vedrete se lo fo,
se lo fo – se lo fo.

Per un Pizzo e per un Cozzi
quella infame che mi fè!
Ma c’è adesso Alberto Rizzo
che tradisce tutti e tre.
Pizzo e Cozzi cu’ stu Rizzo
s’incontrarono a Varazze,
e per quella ingrata pezza
una rissa s’ingaggiò.
Quel tal Cozzi disse a Pizzo
non quel Rizzo ucciderò,

e nemmeno a Rosa Pezza,
prendo il treno e me ne vo.

Pizzo e Rizzo senza Cozzi
Si lasciarono a Varazze
Ojli – Ojlà
Ojli – Ojlà.
Il Caprone Carlo Mazza
sono io. Eh! Eh! Eh! Eh!
Eccomi quà.
Ora Pezza senza Pizzo,
senza Mazza senza Cozzi,
senza Rizzo sola sola
per il mondo vagherà.
Che rimorsi porterà,
porterà – porterà,
Che la possino ammazzà,
ammazzà – ammazzà.

mi è arrivata fresca fresca per mail in redazione e la pubblico con titolo aggiunto

postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 11, 2008 10:23 | Permalink | commenti (6)
categoria:filastrocche
lunedì, 07 gennaio 2008

sottotitolata

così tanto per non dir
che il tempo è passato
che non so fare poesie
se la rima non è in ato
che l'alba è tramontata
che la notte è stata notata
che il tram ha tramato
e che il buss ha bussato


 

postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 07, 2008 15:01 | Permalink | commenti (14)
categoria:filastrocche
giovedì, 20 dicembre 2007

 

travestito da Babbonatale

abbiamo preso un pazzo criminale

tutti lo chiamavano Unovale

wanted

possiate passar così un tranquillo Natale

 

dicono che nel manicomio criminale  abbia trovato un certo Undy che aveva rubato decine di cellulari solo per avere abbastanza blister per ottenere una laurea ad onorem in architettura 

postato da: unovalelaltro alle ore dicembre 20, 2007 12:45 | Permalink | commenti (31)
categoria:architettura, filastrocche
martedì, 04 dicembre 2007

 

novembre rosa

lassù sulla terrazza

tengo una rosa pazza

che fiorisce come a maggio

secca e nuda, che coraggio

che fa' freddo su di notte

e della brina se ne fotte

io le faccio una carezza

lei mi punge e mi disprezza

 

giuro di dire tutta la verità nientaltro che la verità

postato da: unovalelaltro alle ore dicembre 04, 2007 09:36 | Permalink | commenti (6)
categoria:filastrocche
mercoledì, 21 novembre 2007
è in uscita il nuovo CD
postato da: unovalelaltro alle ore novembre 21, 2007 15:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:filastrocche
domenica, 27 maggio 2007
LUCI DELLA RIBALTA
 
ho portato mio figlio ad un concorso
in modo velato, gli hanno fatto un complimento
ma lui che come me: è un poco orso
l'ha preso naturalmente per lamento
il piano l'ha suonato molto bene
inventandosi il finale come viene
senza inchini se n'è andato, non come gli altri concorrenti
però, con un sorriso a ventiquattro denti
magari c'aveva in bocca l'appparecchio
ma è bello uguale si vede anche dallo specchio
 
questa filastrocca l'ho scritta un anno fa, ma oggi siamo andati ad un altro concorso
e alla fine dell'ecuzione ha fatto delle faccine stupende, è arrivato terzo.
postato da: unovalelaltro alle ore maggio 27, 2007 17:05 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 23 maggio 2007

...ato

La bici correva
sul viale alberato
e sopra la sella
ci stava   Renato.

convinti che fossi a corto di idee, questo, mi hanno mandato in redazione e, questo, pubblico

postato da: unovalelaltro alle ore maggio 23, 2007 18:25 | Permalink | commenti (19)
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martedì, 17 aprile 2007

è presto per andare a COZZE

 

- Azzadizzi gazzu c' andemmu a gozzi

- Nunmazzu gazzu, è gozzu pa andà a gozzi

- Noooo, nun è gozzzu paandà a gozzi!

- Ma si no è gozzu paandà a gozzi,

  pari gazzu è gozzu gazzu ?

 

Alzati cazzo che andiamo a cozze

non mi alzo cazzo è presto per andare a cozze

noo, non è presto per andare a cozze!

Ma se non è presto per andare a cozze,

per cosa cazzo è presto cazzo ?

accetto volentieri correzzioni in sardo (forse algherese) da Sabrina, per questo improvvisato ricordo del cazzo, che mi è venuto in mente a parlar del membro nell'altro post;il termine cozze no ha nessun riferimento con l'interpretazione tipicamente romana della parola cozza:rachhia, scorfana , ecc...  

postato da: unovalelaltro alle ore aprile 17, 2007 17:35 | Permalink | commenti (8)
categoria:filastrocche
sabato, 14 aprile 2007

volevo vivere volando

volevo vivere volando

vedere verdi vallate 

vegetazioni variopinte

veloci virate

volute velate

volevo visite virtuali

valutare varie vie

verificare veri voti

vendere vani vuoti

volevo vivere vivendo

postato da: unovalelaltro alle ore aprile 14, 2007 10:35 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 11 aprile 2007

senza FINE

a me non piace finire niente

non finirei mai di fare un sacco di cose

non finirei  mai di far la punta a un bastone

di fare  una discesa in bici

di lisciare la creta

di modificare un progetto

di ascoltare una bella canzone

non vorrei che finisse la primavera

che finisse l'estate

che finiise un film

non vorrei che il sole calasse

solo di pensare ogni tanto vorrei finire

postato da: unovalelaltro alle ore aprile 11, 2007 09:06 | Permalink | commenti (15)
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venerdì, 02 marzo 2007

 

S.Remo

 

stanco stufo e mi lamento

io sto diventando matto

matto come un gatto

io sto diventando scemo

e mi butto sotto un treno

io sto diventando idiota

proprio come una carota

io sto diventando vecchio

e non solo nel mio specchio

 

specchio specchio che stai in bagno

io ti guardo e poi mi lagno

specchio specchio di casa mia

fammi trovare la retta via

specchio specchio delle mie brame

toglimi tutte queste squame

specchio specchio specchio ovale

non farmi più del male

 

io sto diventando un altro

e non sono più bugiardo

io sto diventando buono

e non sai più chi sono

io sto diventando adulto

e mi viene anche un singulto

io sto diventando bianco

e di vivere son stanco

 

stanco stanco delle mie note

come una quercia che non si squote

stanco stanco della mia voce

come di un incubo il più atroce

stanco stanco dei miei pensieri

che invece di esser bianchi sono neri

stanco stanco della mia vita

che da nitida si è sbiadita

che appena cominciata è già finita

che nel nulla è svanita

 

seguirà accompagnamento musicale

si accettano solo commenti audio tipo karaoche

 

 

 

 

 

 

postato da: unovalelaltro alle ore marzo 02, 2007 10:56 | Permalink | commenti (21)
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lunedì, 22 gennaio 2007

lunedì ecco ritorna

il desk top ti si riaggiorna

rivedi i vecchi files e le cartelle

e ti puzzano le ascelle

le barre e tante icone

restan li non si sa come

gli allegati non li vedi

e ti puzzano anche i piedi

metti mano alla tastiera

e ti cade la dentiera

con il mouse sposti il cursore

ma non passano le ore

scrivi allor due righe in rima

così il tempo passa prima

ma alla fine la giornata

senti che un pò tu l'hai buttata

non sei micaunimpiegata

e il tuo non fare niente

ha un costo consistente

soprattutto nella mente

che perde cellule e neuroni

e ti girano i coglioni

ma non puoi più rimediare

e non ti resta che ascoltare

il tuo requiem da pagare

 

 

posposto

avviso ai naviganti : è stato ritrovato un documento che incontrovertibilmente dimostra che il mio legale "Micaela72"nell suo avatar non si trova davanti ad una macchina fotografica, ne davanti allo specchio. ............se la difesa ha qualcosa da aggiungere , si faccia avanti!

foto di OUKA LELE

postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 22, 2007 10:12 | Permalink | commenti (10)
categoria:filastrocche, cazzideglialtri
venerdì, 19 gennaio 2007
il signor Intento
vuoi che te la conti o te la dica
questa é la storia di sor intento che la dura tanto tempo, e che mai la se distriga
te vol che te la conti  o te la diga
diga!
questa e la storia di sor intento che la dura tanto tempo, e che viveva sotto i ponti
te vol che te la diga o che te la conti 
conti !
questa é la storia di sor intento che la dura tanto tempo, e che mai la se distriga
te vol che te la conti  o te la diga
diga
questa è la stooria ....
 ma quanto mi facevi incazzare nonna ! Non sapro mai quella storia e io che ci tenevo così tanto
così siccome non gli ho mai portato dei fiori sulla tomba.... è stata un'ottima nonna
non era proprio cosi la fila strocca ma circa e neanche la mia nonna se non ne taglio dei capelli 
postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 19, 2007 14:38 | Permalink | commenti (11)
categoria:filastrocche
lunedì, 15 gennaio 2007

e Dio ci ha dato il... BLOG

Le  strofe che seguono  le avevo pensate per un concorso tra amici stupidini che si chiamava "maledette sian le nespole son tre giorni che non cago" all'età di circa 20 anni, ormai son passati tanti anni e sono rimasto con i mirei problemi di comunicazione, soprattutto  verbale, anche oggi che sono andato ad ascoltare una conferenza di paolo fabbri volevo fare una domanda anch'io, ma non riuscivo nemmeno ad alzare la mano, poi tornando a casa ho visto delle scarpe in saldo al 40% che mi sembravano bellissime ma grandine e sotto c'era scritto solo n°48, quasi quasi  le compro e gliele mendo a Muek (quello scultore dei giganti, questo l'ho messo perchè sono dissociato e poi perchè se no mi dimentico che devo comprarmi le scarpe finchè ci sono i saldi e non quando sono rimasti solo i numeri altissimi), tornando alla questione: il blog un po' ci aiuta a comunicare, ma non è così immediato , l'avatar, il template i feeds e i link già son un po' ostici come nomi, ma una volta che li hai compresi li utiizzi, poi bisogna imparare a destreggiarsi con le chat che ancora mi vedono ostile, ogni tanto qualcuno ti manda un messaggio molto bello che ti chiede se vuoi diventare suo amico( ma come si fa a rifiutare?),poi i pvt che una volta non sapevo nemmeno che esistessero (te lo dico dopo in pvt ...ma che cazzo sarà mai mi pensavo.....un linguaggio in codice) e pensavo che non si potesse comunicare che in pubblico (che secondo me sarebbe meglio) perchè dopo ci sono commenti che uno non capisce e via dicendo .... poi siccome mi son stufato di scrivere come ebbi già modo di dire una volta, comunque sempre valida un bel blog dura pog, e  DIO dovrà darci un'alto sistema.

 

Quante volte ormai mi sono chiesto

perchè il Signor non diede a noi umani

quella capacità che dette a tutti i cani

di favellare in modo così lesto

 

perchè non insegnò a noi quel gesto

che fatto con i piedi o con le mani

compreso sia, dai ricchi e dai villani

e renda il pensier nostro manifesto

 

non dico di annusarsi i genitali

ma di toccarsi, farsi un bel sorriso

parlare senza essere fraintesi

 

 

così come fanno gli animali

che usano un linguaggio ben preciso

certi in tal modo di essere compresi.

postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 15, 2007 20:09 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 12 gennaio 2007

 

quello che NON HO

de andrè che abbracia una scultura

 


Quello che non ho, è una moto assai veloce
quello che non ho, è di aver in capitolo la voce
quello che non ho, sono bei pensieri tra le mani
per guadagnarmi il pane e conquistare il mio domani


Quello che non ho, è un blog a luci rosse
quello che non ho, è te tra le mie mosse

quello che non ho, è un mare di commenti
per rispondere a tutti con dei  bei complimenti

Quello che non ho è un vero obbiettivo
per capire se son morto o se sono ancora vivo
quello che non ho è di aver più affetto
che mi rimetta ancora un sogno nel cassetto

Quello che non ho è un altro bel lavoro
quello che non ho è un poco di decoro
quello che non ho è vincere la lotteria
per fare un bel regalo alla mia vecchia zia .

Quello che non ho sono le raccomandazioni
quello che non ho è un paio di coglioni
quello che non ho sono io dalla mia parte
quello che non ho è di fregar la morte

Quello che non ho è nel letto un bel piumone
quello che non ho è anche un bel lettone
quello che non ho sono le mie parole
per librarmi in cielo per asciugarmi al sole.

Quello che non ho, è un bel conto in banca
per comprarmi tutto quello che mi manca
quello che non ho, è la voce di de andrè
per andare avanti e non tornare indrè

( suo figlio ha la stessa voce ma non se ne fa niente)

Liberamente tratto da "Quello che non ho"...
Fabrizio De André - Indiano 1981

accontentati di quello che hai per una volta ! per evitare che me lo dica qualcun'altro.

postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 12, 2007 15:38 | Permalink | commenti (10)
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venerdì, 05 gennaio 2007

postscultura

ho scolpito un post per la miazia

una semplice poesia

in dialetto genovese

senza aver grosse pretese

Mariastrofa l'ha corretta

in privato e in tutta fretta

poi  C.P. ci ha messo un punto.

Due parole io ci ho aggiunto

è di bronzo a cera persa

dalle altre è un po' diversa

so che a lei questo non piace

ma però sta zitta e tace

se la legge e poi la impara

prende la mira e adesso spara

 

postato da: unovalelaltro alle ore gennaio 05, 2007 01:01 | Permalink | commenti (11)
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sabato, 23 dicembre 2006

IL SENNO IN UNA SCARPA

   Or conterò del dì che sopra un monte,

Mentre mi passeggiavo dopo cena,

Femmina scorsi con un ampio seno

che in volo si librava s'una scarpa:

Di certo penserete il fosse un sogno,

O imagine inventata ai fin dell'arte.

Io son Poeta e vivo solo d'Arte,

E pur anch'io direi: financo il monte

Quei s'inventò, et anco che suo sogno

E'l verseggiar per guadagnar la cena,

Non rappellando che sopra una scarpa

Donna non libra sol pel tanto seno.

Ma'l vero vo narrar, e'l vasto seno,

Che Iddio volle scolpir con somma arte,

Danzava ai movimenti della scarpa,

Et io che l'ammiravo su quel monte

In pochi istanti digerii la cena

E pizzicommi che non fosse un sogno.

Vè, sospirai, se pure fosse un sogno

Sempre vorria sognar cotanto seno.

Indi, rivolto a lei, dissi che a cena

I' l'attendeva il dì seguente, e ad arte

La presi a corteggiar, fin ch'oltre il monte

Quella disparve in groppa alla sua scarpa.

Meglio saria se ai lacci della scarpa

Mi fossi appeso, ahimé, or solo in sogno

Potrò goder quel volteggiar sul monte,

Quel gaio sorvolar, quel far del seno.

Poi feci un voto: rinuciare all'Arte

 

 

 

Se l'indoman fosse venuta a cena.

Col core in petto preparai la cena,

Sperando che atterasse con la scarpa,

Deciso a rinunciar ai versi e all'Arte

Purché si realizzasse il folle sogno

D'averla accanto, e rimirarle il seno

Sbandare mollemente a valle e a monte.

Scrivere d'arte una sestina è 'l sogno

Ch'io sorvolando dopo cena il monte

 In sulla scarpa feci, e stretto al seno.

di  mio c'e solo i titolo, fu scritta da un mio vecchio amico all''età di anni 18

ora la pubblico a sua totale insaputa così dopo gli mando i commenti per natale.

postato da: unovalelaltro alle ore dicembre 23, 2006 00:46 | Permalink | commenti (3)
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