martedì, 17 giugno 2008

AUTORITRATTO

DSCF0017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

anche quest'olio l'ho fatto coi bambini un po' d'anni fa ma non sono riuscito  a coinvolgerli minimamennte come  il loro nonno e così l'ho fatto quasi tutto io copiandolo da una rivista e provando ad avere un pochino di pazienza, aspettando che il colore si asciugasse almeno un po'...si sono un po' molto orso e ultimamemte  mi gratto pure  che mi è venuta un allergia a qualcosa che non so

postato da: unovalelaltro alle ore giugno 17, 2008 18:31 | Permalink | commenti (4)
categoria:acquerelli
lunedì, 05 maggio 2008

La scelta

gradisca2061

 titolo originale del 1985 nella pagina affianco del quadernetto, avevo riportato queste righe: (Mi inquieta di non sapere chi sarò: nè so chi voglio essere; ma so pure che bisogna scegliere. Vorrei camminare per strade sicure che menino soltanto dove avrò stabilito di andare; ma non so, non so cosa è necessario che io voglia. Sento mille possibilità in me; ma non posso rassegnarmi a non volere essere che una sola di queste . E mi atterrisce a ogni i stante a ogni parola che io scrivo a ogni gesto che io faccio di pensare che è un tratto in più incancellabile della mia figura che si fissa : una figura esitante impersonale; una figura vile, perchè non ha saputo scegliere e delimitarlo coraggiosamente . Signore datemi di non volere che una sola cosa, e di volerla senza tregua  Andrè Gide 3/01/1892) che avevo ritrovato dopo tanto tempo su un libro di antologia, forse ormai non avevano lo stesso valore di quando le incontrai la prima volta al liceo e che mi sorpresero e mi misero sul chi va là rispetto a questioni fondamentali, saper fare delle scelte, anche se non sono quelle giuste, ma avere il coraggio di farle, io mi faccio scegliere mi affido  al destino e mi pento e mi dolgo, ora cerco di non trasmettere questa debolezza ai miei figli, ma risulto soltanto un predicatore noioso. Nell'acquerello In realtà queste aperture portano tutte allo stesso posto e forse quindi avrebbe dovuto chiamarsi "l' inutile scelta" forse il mio subconscio con questo progetto, aveva già rielaborato il concetto e dato delle risposte...

se avete voglia, dell'interno di questo viale murato trovate un acquerello  precedente

http://www.splinder.com/mediablog/sedutoinpiedi/media/14289028

postato da: unovalelaltro alle ore maggio 05, 2008 17:51 | Permalink | commenti (4)
categoria:acquerelli, cazzimiei
venerdì, 02 maggio 2008

UN PROFILO SOPRA L'ALTRO

orlandogano

sono cresciuto con questo libro e questi disegni di A.e M.Provensen in testa, e sempre in soffitta ho ritrovato nelle scatole di raccolta della mia mamma, questo disegno che mi vedeva molto fiero allora, a dieci anni e anche adesso mi congratulo per questa fusione dei volti, chiaramente ispirati a quel tratto e ai paladini di Carlo Magno.   Lo metto qui per non dover tornare in sofitta a cercarlo che adesso internet è un po' la soffitta di tutti.

 incroci

postato da: unovalelaltro alle ore maggio 02, 2008 10:02 | Permalink | commenti (10)
categoria:acquerelli, nelcassetto
mercoledì, 30 aprile 2008

poralepre

fatto a quattro mani e da tre generazioni

di mio padre il disegno, dei miei figli i colori, miei i graffiti e il bianco della panza ...

leprotto

poor Wat questa bella traduzione della arden  mi ha ricordato l'olio qui sopra

postato da: unovalelaltro alle ore aprile 30, 2008 12:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:acquerelli, cazzideglialtri
giovedì, 24 aprile 2008

Da studente ero seduto spesso di fronte a questo  campanile mozzo, che ho così pazientemente acquerellato, è all'inizio di campo Santa Margherita uno dei miei campi preferiti (sarà anche per questo motivo che chiamammo così  la prima figlia) c'era  un locale tenuto da due gay , il locale si chiamava ....ai due draghi ...(la portenza di internet ti aiuta nell'alzaimer  -> Bistrot Ai Do Draghi ); i draghi scolpiti nella pietra d'istria, inseriti nel basamento bugnato del  campanile  attiravano la mia attenzione così tanto che ho sentito il bisogno di disegnarli, che ci dicevano da studenti che era il miglior modo di capire l'architettura, e quando devi disegnare devi anche capire come è fatto,  in realtà il mio cuore vandalo e possessivo avrebbe voluto decapitare il draghetto/pollo al centro del bugnato in marmo di Verona, per portarmi  la testa a casa, ma poi la parte sana di me me l'ha solo fatto riprodurre sul quadernetto

camposantamarghe

particolare incompiuto, prima o poi passerò ai do' draghi per una colazione, con il set di aquerelli da viaggio per completarlo

postato da: unovalelaltro alle ore aprile 24, 2008 10:46 | Permalink | commenti (6)
categoria:acquerelli
venerdì, 14 marzo 2008

 indovina indovinello di quale giacca è quest'occhiello?

buco

postato da: unovalelaltro alle ore marzo 14, 2008 17:28 | Permalink | commenti (19)
categoria:indovinelli, acquerelli
martedì, 26 febbraio 2008

a cuccia

titolo e aquerello del 1984

acuccia

quando feci questo disegno, sempre in quegli anni lì che facevo finta di studiare e andavo alle Zattere a prendere il gelato e il sole portandomi degli improbabili libri da leggere, frequentavo appartamenti veneziani con questi pavimenti detti alla Veneziana o Palladiana, pavimenti ora molto costosi a farsi... e c'erano  anche porte molto alte, ma di cagnolini così no non ne ho il ricordo, neri di quella taglia, il caso volle che ora ne abbia uno molto simile e che capisce molto bene il significato di ques'ordine, che vuol dire tutto, un imperativo categorico che non lascia spazio ad interpretazioni.

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 26, 2008 11:57 | Permalink | commenti (9)
categoria:acquerelli
giovedì, 21 febbraio 2008

UNA cosa TIRA l'atra

post velato                                           

I primi anni di università andavo a correre lungo questo canale al di là della laguna di Venezia con un mio compagno di studi che abitava da sua nonna  a Campalto in un palazzo che si affacciava sulla laguna una "palazzina popolare con vista" e così dopo la corsa si mangiava un boccone e una domenica che non c'avevamo voglia di tornare a casa a Trieset,  ho fatto  questa  veloce puntasecca, mi ricordo che ho faticato un po' a ribaltare  il ponte della libertà cioè a farlo simmetricamente dall'altra parte per evitare il positivo errato in fase di stampa,

ccampalto

ricordo che  Marco mangiava come un porco, ed era sempre magrissimo, consumava tutto quello che ingurgitava, correva molto più veloce di me e mi prendeva in giro, ci allenavamo per delle campestri che mi toglievano il fiato, ricordo che la cosa più bella di quelle interminabiil corse era la fine quegli ultimi 500 metri che mi veniva l'adrenalina alle gambe e che superavo tutti con una punta di orgoglio per non arrivare ultimo. Io e Marco non siamo rimasti amici, lavora qui a due passi dal mio studio,  non fa l'architetto che non si guadagna abbastanza e lavora nella ditta paterna, ora è più grasso di me e alle volte prendiamo un caffè insieme e ogni volta mi viene da ricordargli (lui era appasssionato di modellini di barche a vela ed era anche un ottimo velista e sarebbe voluto diventare un architetto navale)

di quando nel lontano 1980 gli dissi mentre lo aiutavo nella costruzione di modellini radiocomandati di barche a vela:"ma perchè non 'progettiamo delle barche grandi come quelle piccole con le derive lunghe lunghe e il peso in fondo" e lui mi prendeva in giro... ora le barche da regata sono fatte esattamente così e se mi avesse ascoltato sarebbe diventato un grande progettista, e questa verità me la riconosce sempre con un pizzico di rimpianto, altre cazzate che gli proponevo tipo di mettere l'albero al posto delle sartie e e le sartie al posto dell'albero, invece me le ha sempre sputtanate, ma  io penso sempre che siano un sistema sicurissimo per non disalberare ...

post svelato

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 21, 2008 18:49 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 13 febbraio 2008

Oltre il ponte

Attraversavo questo ponte per andare alla scuola serale di grafica due volte alla settimana, sarà per questo che l'ho preferito tra i tanti? Ma guardandolo bene ora ricordo la particolarità non tanto del ponte quanto degli elementi lapidei  delle finestre: erano storti rispetto alla facciata seguivano un'altra logica, adesso nella stampa sembrano ruotate alla maniera egizia per far vedere le volute, ma in realtà erano tagliati storti facendo un angolo ottuso rispetto alla facciata, probabilmente seguivano il corso delle travi del solaio o dell'angolo della casa , fattostà che a distanza di trentun'anni  mi sono riaccorto di questo particolare così insignificante; ci andavo volentieri a quel corso serale ho imparato anche serigrafia e litografia, litografia era affascinante perchè dovevi lavorare molto per preparare la lastra di pietra, cancellando il disegno di un altro, era pesantissima e liscissima, e poi dopo tutto quel lavoro non avevo il coraggio di iniziare a disegnarla. C'era un insegnante giapponese simpaticissimo che parlava male l'italiano ma alla fine ci si capiva benissimo, un po' lo prendevo in giro, ma si rideva parecchio; un paio di anni più tardi ho saputo che era morto, non riesco a ricordarlo, i caratteri somatici si confondono non cogliamo le sfumature degli asiatici, ma il ricordo della persona resta.  Quell'anno il mio primo anno di università vivevo presso un pittore amico dei miei genitori, un signore gentile, dall'aria un po' stralunata ma in realtà attentissimo, cucinava cose semplici e squisite, annaffiate con un prosecco giovane che imbottigliava lui, che mi ha fatto apprezzare le qualità del vino. Ogni tanto rifacevo degli aquerelli alla sua maniera poi li portavo a casa dai miei genitori e dicevo alla mia mamma che glieli avevo rubati, lei disperata si metteva le mani nei capelli ....ma come lui ti ospita gratuitamente e tu gli rubi i disegni....poi svelavo il truchetto e se la rideva.

Non amo più quella città quei passi rumorosi nella notte quelle bevute nei baccari, quegli incontri inevitabili quelle facce che riconosci ma che non conosci, quel sole luminoso, quel caligo penetrante, ora e sepolta di maschere e gente straniera osterie costose e cibi artefatti, sembra un altro secolo ed è passato solo qualche decennio

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 13, 2008 16:29 | Permalink | commenti (6)
categoria:architettura, acquerelli, cazzimiei
lunedì, 10 dicembre 2007

Lo Sturatavolino

un ricordo che mi è venuto in mente guardando idee

postato da: unovalelaltro alle ore dicembre 10, 2007 14:13 | Permalink | commenti (19)
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venerdì, 30 novembre 2007

 

postmodern 2

correva l'anno1982/83

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

biennale correva l'anno 2003

biennale2003

postato da: unovalelaltro alle ore novembre 30, 2007 18:30 | Permalink | commenti (12)
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domenica, 04 novembre 2007

costantino

passami il giaio

molla la balanzina

 tira lo sciunco

cosa fai con quel caro

ma vuoi sciogliere o no quei mataffiioni

 la trozzaaaaa!!!!!  cazzo!

 

il legittimo proprietario dell'imbarcaziome è pregato di passare alla reception a ritirarela cartolina ricordo del 1979 appena ritoccata con photociop adaltissima risoluzione

postato da: unovalelaltro alle ore novembre 04, 2007 12:42 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 15 ottobre 2007

il viale onirico

 

era l'idea di una passeggiata circolare

 tra due mura in una casa senza fine e senza tetto

rimasta come idea in un libretto

postato da: unovalelaltro alle ore ottobre 15, 2007 10:33 | Permalink | commenti (9)
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mercoledì, 03 ottobre 2007

                                      piccola via di fuga 1985

postato da: unovalelaltro alle ore ottobre 03, 2007 18:34 | Permalink | commenti (5)
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