martedì, 27 febbraio 2007

   indovina indovinello: tra la forfora e il coltello

 

            

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 27, 2007 01:00 | Permalink | commenti (8)
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sabato, 24 febbraio 2007

non é MAI troppo tardi

 

 

……..e poi ho imparato che la mattina è meglio mettersi due calzini uguali , possibilmente puliti, poi ho imparato che a una certa età non bisogna andare troppo veloci con lo scooter , che non c’hai più i riflessi cosi pronti. E' andata  così stavo andando a prendere mio figlio con due borse della spesa tra le gambe,  quando una coppia di vecetti (più o meno la mia età) hanno girato improvvisamente a destra per entrare nel loro giardino con una lancia Musa, che il nome è tutto un programma , sembrava nuova fiammante, ecco adesso la sfascio, ho pensato, e sfascio pure la mia moto sta a vedere che sta volta mi faccio pure male, intanto è meglio che inchiodo, poi ho visto la mia vita scorrere in un lampo davanti a ai miei occhi  (no questo nooo)  però ho pensato ecco se ne stanno andando almeno 500€,  poi una serie di foto tipo: il film” il gladiatore” frammenti in rapida successione musica ritmata, ma di violini,  poi l’impatto violento, ma attutito dal materiale, si trattava del finestrino posteriore della musa,  e così ho imparato che il casco serve a qualcosa, è da quando il suo uso è diventato obbligatorio che maledico il giorno in cui non si è più potuto circolare con i capelli al vento, poi tanto i capelli sono spariti nel casco ….poi ho visto le stelle, poi  ho imparato a viaggiare in un’ambulanza, non mi era ancora successo, con il volto rivolto all’indietro e le immagini filtrate da una croce rossa, e il collo imbrigliato da un collare, una persona che ti chiede tutti i mali della tua vita e che ti dice che non ti devi muovere …poi ho imparato che le scene di film dove tu ti trovi sulla lettiga e le luci al neon del corridoio scorrono sulla tua testa sono verosimili e poi gli astanti che ti guardano alla ricerca del sangue e poi ti parcheggiano in un'area d'attesa con lo stesso movimento che fai con la tua auto, ma tra due cadaveri rantolanti.  Poi continui la lenta corsa tra la burocrazia e l’emergenza, due infermiere ti spogliano ed è lì che ti accorgi dei calzini,  ti annusi rapidamente le ascelle senza farti vedere e non sono proprio il massimo, ma non ci puoi fare niente una rapida visita e poi un’altro parcheggio; fai tempo ad addormentarti , poi di nuovo in lettiga si parte … giù con l’ascensore fino dall’ecografia, ecco mi sembrava di essere una donna incinta... guardi che il gel è un po’ freddino ..si si lo immagino.. . respiri a fondo rilasci, ancora… ancora ..a c’è un calcolo piccolo nel sacchetto della bile …si vede che miei soci  mi hanno fatto incazzare …ma se non le da fastidio non glielo toglie nessuno..  ma non posso sciorglierlo col viakal … ahahaha ; ho fatto sorridere quella povera dottoressa che vive lì al buio davanti al monitor neanche fosse una bloggher…poi ho scoperto che adesso i referti li dettano al computer :  pancreas a posto virgola cistifellea così così virgola . acapo  …mi hanno riportato al parcheggio del prontosoccorso.  In fondo vicino alla finestra, c'era una figlia con i suoi due genitori e sentivo queste parole in lontananza: "ma chi xe quella  signora, mia mama? …no xe tua moglie e mi son tua fia …ma gavevo un altra moglie prima? …no te gà  solo questa e poi non se pol aver tante mogli" …..poi quando i due coniugi erano vicini lui le ha detto:" ma cossa mi e ti dormimo insieme?" … non ho resistito ho guardato la figlia e le ho fatto un sorriso da sopra il collare …. mi ha risposto con un'altro sorriso ( io fra me e me non l'ho invidiata per nulla avere tre gemelli piccoli a confronto non è niente) Poi di nuovo in vettura si parte, su dai raggi …vabbè mi sono rotto e ho rotto.

 Alla fine  sono stato in ospedale + di cinque ore  e pensate che mi abbiano messo un qualche cerotto ?

 

P.S Qualcuno mi aveva detto che avevo ancora da imparare, ma tutte nella giornata di oggi dovevo imparare ste altre cose ?

 

 

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 24, 2007 20:32 | Permalink | commenti (21)
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giovedì, 22 febbraio 2007

quandoseinatononpuoipiùnasconderti

sono nato a sassari poi a tre anni sono andato a ferrara poi a cinque siono andato a pavia poi a otto sono andato a padova poi a undici sono andato a trieste poi a 19 sono andato a venezia poi a 36 sono tornato a trieste ogni volta che mi facevo degli amici dovevo abbandonarli poi ho impararto a vivere senza amici poi mi sono malato ed ho imparato a non fare niente poi mi sono svegliato poi ho impararato a difendermi poi a bere poi ad attaccare poi a cucinare  poi a progettare poi a lavorare poi a pensare poi a fumare poi a mentire poi a rubare poi ad aspettare poi a sognare poi a capire poi a sperare poi ad ascoltare poi a leggere poi .........

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 22, 2007 21:26 | Permalink | commenti (18)
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mercoledì, 21 febbraio 2007

 museo

Questo era il titolo, semplice semplice, che Wislawa Szymboska ha dato alla poesia, poesia che ho conosciuto in un convegno sui musei etnografici, titolo che nessuno ha avuto voglia di indovinare, era forse troppo facile forse scontato..o i bloggers troppo svogliati

A me sono sempre piaciuti gli oggetti e il fascino che trasmettono i segni del tempo e dell’uso, quelle levigature che solo il palmo della mano sa imprimere sul legno, rendendo i manici più che ergonomici. Questo mi hanno trasmesso gli oggett,i anche se non me l’ero mai detto ,e in forma poetica; è per questo forse ho cercato di fare (con scarso successo) oggetti che continuassero a vivere dopo la mia morte: Quando ho tra le mani una punta di lancia del paleolitico e penso che era una pietra che un uomo migliaia di anni fa ha trasformato in attrezzo, mi fa uno strano effetto, e ci ritrovo la forza dell’uomo nella capacita di sopravvivere all’oggetto proprio forgiandolo

la szymboska vive in modo passivo la fruizione dell’oggetto, ma la molla che spinge l’artigiano l’artefice è quella di sopravvivere attraverso le sue creazioni, più o meno inconsciamente, nel tempo e nello spazio. La qualità degli oggetti e dei materiali utilizzati e direttamente proporzionale alla loro durata, più un oggetto è prezioso e più i posteri ne avranno cura più è bello e più ci si affezioneranno e più valore daranno a quell’oggetto e più i musei lo ospiteranno.

Tornando ai musei e agli oggetti è un vero  peccato che restino lì sotto vetro, un oggetto va toccato la vista non basta, per questo nei musei ci deve essere la possibilità che le mani degli utenti possano continuare a consumare quei manici a lasciarci particelle microscopiche di dna , come i piedi dei santi nelle chiese … e i blog continuare ad essere commentati in eterno

AMEN

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 21, 2007 11:53 | Permalink | commenti (19)
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lunedì, 19 febbraio 2007

 

indovina  indovinello

qual'è il  titolo + bello

 

Ci sono piatti, ma non appetito

Fedi ma non scambievole amore

da almeno trecento anni

 

C’è il ventaglio – e i rossori?

C’è la spada - dov’è l’ira ?

E il liuto, non un suono all’imbrunire.

 

In mancanza di eternità hanno ammassato

diecimila cose vecchie.

Un custode ammuffito dorme beato

Con i baffi chini sulla vetrina.

 

Metalli creta, una piuma di uccello

Trionfano in silenzio nel tempo.

Ride solo la spilla di una egiziana ridarella.

 

La corona è durata più della testa

La mano ha perso conto il guanto.

La scarpa destra ha sconfitto il piede .

 

Quanto a me, credete, sono viva .

La gara col vestitonon si arresta.

E lui quanta tenacia mi dimostra!

Vorrebbe vivere più della mia vita.

 

questa non è la zia cassie ma  è la poetessa dell'indovinello

comunque la prima parte della poesia è strutturata quasi come un indovinello

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 19, 2007 19:41 | Permalink | commenti (9)
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domenica, 18 febbraio 2007

nero negativo

Black Books by Rachel Whiteread

questa era la rachele che conoscevo che lavorava sui negativi ma non così piccoli come questi libri sospesi si dilettava a fare i negativi di case vasche da bagno,scale ......

.... in sostanza stampi, però di fascino, vuoti riempiti, anche questi gabryella non se li può mettere in terrazzo, non mi piacciono molto, se non per l'aspetto concettuale, e di opere di questo genere si tratta, ma rachele....è cambiata  

ora ho scoperto che lavora sulla trasparenza e lo specchio, come questo basamento che con un effetto mirror ha ribaltato verso l'alto,  purtroppo non ha ribaltato i piccioni ....peccato sarebbe stato un vero capolavoro così loro si sono rivolti a Povia  .......anche Rachele è diventata molto famosa e è passata pure per MADRE  museo napoletano come Gromely ed è lì nel suo sito che l'ho ritrovata dopo averla vista nella bennale di venezia anni orsono

 

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 18, 2007 21:17 | Permalink | commenti (19)
categoria:scultura
sabato, 17 febbraio 2007

 

                                          Maidiremaya

occhei è il mio computer che ci ha dei problemi  seri volevo mettere un'immagine per parlare del film apocalipto che ho visto l'altro giorno e che mi è piaciuto per i costumi e quasi basta , anzi al momento non mi era dispiaciuto ma così a disrtanza non mi dice niente ne potrei consigliarlo a qualcuno ma non ho più voglia di dire un bel niente tenetevi la mia miniatura maya  in terra cruda

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 17, 2007 18:04 | Permalink | commenti (6)
categoria:scultura
venerdì, 16 febbraio 2007

POSTPONGO

l'opera non è un granchè ma il titolo è un capolavoro

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 16, 2007 10:19 | Permalink | commenti (10)
categoria:scultura
mercoledì, 14 febbraio 2007

bowindow/finestrefuoriposto

so che dell'architettura qui dentro non gliene freganiente a nessuno, ma se non altro, questo è un progetto singolare: non sono le solitescatoletteconfezionate degli ultimi decenni , non saprei dirvi se è bello o se è brutto, faccio fatica a capire la logica la teoria che sorregge un'operazione di questo tipo...non ho letto il testo che lo accompagnava perchè non so leggere, magari lo faccio domani però l'effetto mi piace, mi piace la foto, mi piace l'idea che qui in italia non passerebbe mai e poi mai

...poi può darsi che il palazzo sia stato ricostruito,e che  all'interno abbia  una suddivisione di piani completamemnte diversa per ragioni di natura funzionale e che per lo stesso motivo le finesrtre siano state collocate solo li dove servivano allinterno,  ma invece magari dentro è tutto un volume ,e noi non lo sapremo mai, e checcefrega se proprio vi interessa andate a Paris e cercatelo dovete chiedere così :es che vusavè vi an palè d'an fu, che nà pà de fenetr e chi a des moniter sur la fasade.... je crua che larscitecte' chi là pansè sappelle Edouard François.....se poi vi rispondono "ma va dar via il cùl" non prendetevela con me

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 14, 2007 20:19 | Permalink | commenti (15)
categoria:architettura
martedì, 13 febbraio 2007

 

 

Slaiding doors

 Davide Rivalta Questo giovinscultore realizza delle installazioni di animali decontestualizzati come se fossero scappati dauno zoo (come dice la zia ) in bronzo in plastica con una forte caratterizzazione materica, rinoceronti alla base di una torre antica, gorilla nella corte di giustizia dromedari abbandonati dai Re magi in cortilli bolognesi il giorno della befana, ippopotami in equilibrio su una palla davanti a una piscina,  ma sa anche dipingere sempre animali che sembrano sculture ma sono in 2D, beh io gli auguro buone cose e magari di liberare anche i domatori e qualche trapezzista

tornando al titolo (in onore di  C.P.sperando che ritorni) Slaiding doors , Questo film mi piacque e in qualche modo per noi fatalisti è molto significativo, poi  hanno fatto un altro film che è sparito dalla circolazione e che non ricordo bene mi pare si chiamasse Viola corre (regista tedesco Tom Tykwer. Il suo Lola Corre, presentato in concorso al Festival di Venezia 1998, l’ho trovato in internet) che ribadiva lo stesso concetto, che qualche volta nella vita il passare o non passare da una porta o attraversare la strada un minuto prima o un minuto dopo possa determinare tutta la tua esistenza

 

Voi direte cosa cazzo centra questo povero scultore?

E io rispondo che ognuno di noi ha le sue porte scorrevoli io ne ho avuta più d'una e molte non saprei nemmeno di che metropolitana fosse e di quale città anche perchè non mi piace viaggiare ma una porta scorrevole potrebbe essere questa che non riguarda direttamente il mio percorso ma ....ma se questo scultore che a me sta simpaticissimo e con cui abbiamo passato piacevoli serate in osteria non avesse letto un bando di concorso perché casualmente il cursore a rotella del mouse gli fosse scivolato troppo velocemente tra le dita, oppure se quel giorno google non avesse funzionato come splinder ieri , non avrebbe partecipato e vinto il concorso per un monumento a cui io sono arrivato secondo, e per me sarebbe cambiata la vita, perché avrei cominciato a fare sculture vere e non miniature.....Avrei smesso di pensare che era solo un hobby e avrei messo su un po’ di muscoli e non la pancetta di questo malefico pc ,ma noi che crediamo al fato e anche agli scultori veri ci accontentiamo e tiriamo avanti poi comunque e venuto fuori un bellissimo monumento il mio era peggiore e giustamente secondo ….

non capisco è la seconda volta che io metto un gorilla e si trasforma in dromedario ci deve essere della magia occulta mo' ci riprovo

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 13, 2007 10:01 | Permalink | commenti (12)
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domenica, 11 febbraio 2007

 

perle ai porci

ieri mi hanno detto che sono un porco, mi hanno detto che qualcuno a detto a qualcunaltro che stava gettando perle ai porci, io le ho chiesto , il porco sono io naturalmente...certo e chisennò...io se mi avessero detto una cosa del genere non l'avrei mai riferita all'interessato ... mai io sono un porco e si sa non faccio testo, faccio solo: salumi e prosciutti, però quando li mangiate vi piacciono assai ...e se non mi buttasero qualche perla ogni tanto non sarebbero così buoni .

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 11, 2007 10:50 | Permalink | commenti (10)
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sabato, 10 febbraio 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

 

 

Che vivo a fare

Stanotte mi hanno tormentato alla radio delle considerazioni sulla morte, una vecchia signora radicale, che pontificava… non ci vogliamo pensare proprio perché possiamo morire domani.....allora mi sono ricordato che mi tocca pure a me, io che pensavo di essere immortale.  Mi capita di pensarci sempre più spesso, e l’idea che quel giorno si avvicina non mi allieta, e  stamattina mi ha assalito un senso di angoscia e così anche se nessuno me lo ha chiesto e se a nessuno glienepuòfregaredimeno vi dirò le dieci cose che vorrei fare prima di morire:

  1. Partecipare a Sanremo nuove proposte
  2. Cavalcare sulla spiaggia, che fa molto romantico
  3. Trovare il coraggio di buttarmi col parapendio
  4. Fare una dozzina di figli che non sappiano mai chi era il loro padre (Ma attraverso la banca del seme)
  5. Farmi una sniffata di coca
  6. Sbagliare un rigore alla finale dei mondiali
  7. Passare un giorno da vigile urbano possibilmente con una moto
  8. Partecipare a l’isola dei famosi
  9. Fare uno schersetto a berlusconi
  10. Fare un film " vita da blogger "

Poi racconto quello che farò dopo morto e quando rinascerò "cervo a primavera"

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 10, 2007 16:34 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 09 febbraio 2007

 

scatoletteconfezionate

si è vero è anche il nome di un blog amico, ma questo progetto di Jean Nouvelle, che è un grande, mi ha un po' deluso, non perchè sia brutto, mi sono sempre piaciute le scatole in bilico , ma perchè lo fanno tutti e allora da un grande uno si aspetta di più (progetto per un museo a Guadalara)

Vabbè oggi sono di corvè sto curando mio figlio malato gli ho comprato: una pastina un dvd di anna frank che mi aveva chiesto e gli ho portato a letto un'ottima minestrina , però si vede che dentro questo pazzo criminale batte un  cuore di mamma.

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 09, 2007 14:09 | Permalink | commenti (4)
categoria:architettura
mercoledì, 07 febbraio 2007

tuttofartecavaliere

si chiama Duilio Cambellotti l'ho trovato per caso in un libro gettato nel cassonetto sotto casa,un libro che strillava dentro un sacchetto nero insieme a una serie di libri d'arte editi dalle banche per dare lustro a non si sa chi , "scultura italiana del Novecento" in internert non c'è molto e io sono pigro e se fossi oyrad sarei già andato a comperarmi un libro, ma mi basta guardare un paio di siti per dire che era bravo bravo e... lui stesso ebbe a dichiarare di "...non aver mai disdegnato alcuna forma d'arte". E così di volta in volta fu pittore, scultore, architetto, scenografo, arredatore, illustratore, incisore, decoratore, ceramista.un tutto fare dell’arte ma quale grazia gli ha guidato la mano in queste due opere che pubblico (magister equitum1925, la corazza 1918) opere minori, forse, solide ma non statiche, così eleganti; non sapeva scegliere tra le arti o non voleva ridurre le sue capacità, io dico che come scultore era bravo assai c'è il movimento di Boccioni ma l'eleganza dell art nouveau corazza2. Insomma a me piace molto e prima o poi vorrei superare la pigrizia e vederlo dal vero, che se della pittura non ne sento la necessità per la scultura si eccome

 

Io metto qui le cose che vorrei avere in casa in giardino (ad avercelo) nulla di più, opere che avrei voluto fare io ...

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 07, 2007 12:02 | Permalink | commenti (8)
categoria:scultura
lunedì, 05 febbraio 2007

di nuovo lunedì ma non sono sugli scì

quando sei lì sullo skilift il tempo sembra essersi fermato, hai i pantaloni di quando avevi 18 anni, gli scarponi dell’ottantasei e il piumino senza maniche di dieci anni fa, (che tuo figlio si vergogna perchè sembri un benzinaio); a parte questi si ripetono gli stessi pensieri, sei solo nel silenzio ovattato e ascolti lo scriccchiollio degli scarponi il ticchettio della racchetta che rimbalza sulla neve compattata dai migliaia di passaggi che ti hanno preceduto, il sole che ti fa vedere bene con chiarezza anche se non hai gli occhiali, il vento freddo che ti fa congelare la goccia che ti cade dal naso e lo sguardo sconsolato sul bianco tagliato da milioni di segni, piccole ombre di bianco su bianco.

Sei arrivato allarghi le gambe e lasci scivolare il gancio che oscilla impazzito trascinato dal filo che si arrotola velocemente, impugni le racchette e cominci la discesa... all’inizio ti lasci andare portato solo dalla gravità poi devi pensare a come vuoi impostare la curva,  dove la vuoi incominciare quale strada percorrere che velocità prendere e quale ritmo.

Tutto questo in realtà lo fai senza pensarci una cosa determina l’altra, riprendi il rapporto con automatismi che il tuo corpo ha memorizzato da qualche parte e i tuoi muscoli reagiscono perché non si sono ancora rattrapiti, guardi la tua ombra che ti precede, le curve si arrotondano e la neve farinosa ti sorregge perfettamente, prendi coraggio il ritmo aumenta e vedi con soddisfazione che non sei peggiorato, anzi  in realtà hai un rapporto molto più coordinato tra cervello e membra, allora prendi coraggio esci un po’ fuori pista, ma la neve fresca non è alta che una ventina di centimetri,sotto, le pietre taglienti agganciano le solette dei tuoi sci, prima una e poi l’altra, e così in men che non si dica ti ritrovi con la faccia nella neve, bianco come un mugnaio ma tutto sommato contento di questo tuffo nel passato.

 

postato da: unovalelaltro alle ore febbraio 05, 2007 11:57 | Permalink | commenti (9)
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