e Dio ci ha dato il... BLOG

Le strofe che seguono le avevo pensate per un concorso tra amici stupidini che si chiamava "maledette sian le nespole son tre giorni che non cago" all'età di circa 20 anni, ormai son passati tanti anni e sono rimasto con i mirei problemi di comunicazione, soprattutto verbale, anche oggi che sono andato ad ascoltare una conferenza di paolo fabbri volevo fare una domanda anch'io, ma non riuscivo nemmeno ad alzare la mano, poi tornando a casa ho visto delle scarpe in saldo al 40% che mi sembravano bellissime ma grandine e sotto c'era scritto solo n°48, quasi quasi le compro e gliele mendo a Muek (quello scultore dei giganti, questo l'ho messo perchè sono dissociato e poi perchè se no mi dimentico che devo comprarmi le scarpe finchè ci sono i saldi e non quando sono rimasti solo i numeri altissimi), tornando alla questione: il blog un po' ci aiuta a comunicare, ma non è così immediato , l'avatar, il template i feeds e i link già son un po' ostici come nomi, ma una volta che li hai compresi li utiizzi, poi bisogna imparare a destreggiarsi con le chat che ancora mi vedono ostile, ogni tanto qualcuno ti manda un messaggio molto bello che ti chiede se vuoi diventare suo amico( ma come si fa a rifiutare?),poi i pvt che una volta non sapevo nemmeno che esistessero (te lo dico dopo in pvt ...ma che cazzo sarà mai mi pensavo.....un linguaggio in codice) e pensavo che non si potesse comunicare che in pubblico (che secondo me sarebbe meglio) perchè dopo ci sono commenti che uno non capisce e via dicendo .... poi siccome mi son stufato di scrivere come ebbi già modo di dire una volta, comunque sempre valida un bel blog dura pog, e DIO dovrà darci un'alto sistema.
Quante volte ormai mi sono chiesto
perchè il Signor non diede a noi umani
quella capacità che dette a tutti i cani
di favellare in modo così lesto
perchè non insegnò a noi quel gesto
che fatto con i piedi o con le mani
compreso sia, dai ricchi e dai villani
e renda il pensier nostro manifesto
non dico di annusarsi i genitali
ma di toccarsi, farsi un bel sorriso
parlare senza essere fraintesi
così come fanno gli animali
che usano un linguaggio ben preciso
certi in tal modo di essere compresi.